Claudio Burelli la Poesia in Genova

Vai ai contenuti

Menu principale:

Costantino Corda

articoli e ricordi

    Prefazione

    


    Durante il corso della vita molte sono le persone che incontrerai per svariati motivi, ma ben pochi saranno quelli che si dimostreranno amici fino in fondo.
Quella che stiamo vivendo è l’era dell’indifferenza, dove ognuno tende a restare chiuso nell’ambito del suo guscio e fa finta, per paura o per mera ignavia, di non accorgersi della sofferenza che avviene dall’altra parte del muro di casa, pur avvertendo benissimo i lamenti del vicino in difficoltà.

    C’era un periodo in cui pensavo di avere molti di amici; il mio ufficio era sempre pieno di gente, tutti mi sorridevano, mi cercavano ed io, ingenuamente, ne ero felice perché credevo che il mio modo di operare fosse apprezzato da tutti costoro.

    Nel periodo in cui la mia stella si offuscò, mi guardai intorno e tutti quelli su cui credevo di poter fare affidamento sparirono lasciando dietro di loro una scia di malinconia, ma di breve durata, perché quasi subito mi accorsi che in fondo avevo perso ben poco, anzi, quasi li ringraziavo, sparendo così repentinamente, mi avevano fatto apprezzare e riconoscere quelli che rimanendo, diventarono un’amicizia vera.

    Con
Costantino Corda il discorso è diverso, l’ho conosciuto al corso di formazione nell’estate del 1974, credo di non aver nemmeno scambiato una parola con lui, le nostre strade si sono divise subito. Fummo assegnati a Sezioni diverse, ognuno intraprese il proprio cammino, ignorandoci per anni fino al 1980 in cui ci incontrammo essendo stati entrambi assegnati  ad un servizio serale specifico adibito alla repressione delle violazioni alle norme di comportamento del Codice della strada.

    Quella sera conobbi un bravo collega, capace, volenteroso, ci trovammo in simbiosi su tutto l’operato, in breve tempo finimmo i bollettari e dovemmo rientrare a prenderne altri, fu una delle più belle pattuglie della mia carriera la ricordo sempre con una punta di nostalgia, avevo conosciuto meglio una persona che mi avevano descritto diversa, mai fidarsi delle apparenze per esprimere giudizi. Ci perdemmo nuovamente di vista per ritrovarci poi al Comando dove lui prestava servizio all’Ufficio Rapporti; correvano i primi anni 90.

  
 Costantino è una persona particolare, pensate che per portarsi alla pari con l’ingente lavoro arretrato dell’ufficio, e soddisfare le esigenze del pubblico che richiedevano rapporti di servizio specie riferiti a incidenti stradali, montava in servizio alle tre di notte…

    Lo so è una cosa incredibile solo a pensarci, ma è la verità. Cominciammo a frequentarci nel periodo in cui sul Corpo si abbatté il “ciclone Remo”, fu lui, grazie al suo modo di vedere le cose, a far sì che ci fosse aggregazione ed amicizia nel Corpo, scuotendolo dal torpore in cui nel corso degli anni era pericolosamente scivolato. Costantino è generoso, e sensibile, s'infiamma per un nonnulla, salvo poi ripensarci e cambiare atteggiamento, può sembrare agli occhi di chi non lo conosce, duro e  spigoloso, invece si dimostra sempre  estremamente disponibile con tutti specialmente con le persone più deboli  che hanno bisogno.

    Sono anni ormai che ci frequentiamo, so di poter contare su di lui, c’è sempre stato ogni volta che ne ho avuto bisogno, non ha mai lesinato la sua comprensione, aiutandomi anche materialmente, rimboccandosi le maniche nell’aiutarmi in lavori manuali sia in casa dei miei genitori, quando in età avanzata  li accudivo, che in quella dell’isola d’Elba.
Non passano molti giorni senza che ci sentiamo, il nostro è diventato un rapporto di affetto sincero che va oltre l’amicizia.

 
Cerca
Torna ai contenuti | Torna al menu