Claudio Burelli la Poesia in Genova

Vai ai contenuti

Menu principale:

Ferruccio Pognani

articoli e ricordi

    Prefazione

    Durante il corso della vita molte sono le persone che incontrerai per svariati motivi, ma ben pochi saranno quelli che si dimostreranno amici fino in fondo.
Quella che stiamo vivendo è l’era dell’indifferenza, dove ognuno tende a restare chiuso nell’ambito del suo guscio e fa finta, per paura o per mera ignavia, di non accorgersi della sofferenza che avviene dall’altra parte del muro di casa, pur avvertendo benissimo i lamenti del vicino in difficoltà.

    C’era un periodo in cui pensavo di avere molti di amici; il mio ufficio era sempre pieno di gente, tutti mi sorridevano, mi cercavano ed io, ingenuamente, ne ero felice perché credevo che il mio modo di operare fosse apprezzato da tutti costoro.

    Nel periodo in cui la mia stella si offuscò, mi guardai intorno e tutti quelli su cui credevo di poter fare affidamento sparirono lasciando dietro di loro una scia di malinconia, ma di breve durata, perché quasi subito mi accorsi che in fondo avevo perso ben poco, anzi, quasi li ringraziavo, sparendo così repentinamente, mi avevano fatto apprezzare e riconoscere quelli che rimanendo, diventarono un’amicizia vera.

    

                                            Ferruccio Pognani con  i suoi figli

    Parlerò ora, del mio amico Ferruccio Pognani, personaggio di grande onestà, e di simpatia dirompente.
Con lui abbiamo percorso il periodo in cui venni trasferito presso la Sezione Territoriale di San Fruttuoso, era l’Agosto del 1977, venni accolto con simpatia da ogni componente ma stabilii con lui e con Sergio Novelli rapporti davvero fraterni.

    In servizio ci si divideva i compiti; e i giorni festivi spesso li passavamo insieme con le famiglie; ricordo che mio figlio Luca, di poco più di un anno, stravedeva per quest’uomo dolce e pieno di attenzioni che lo coccolava di più di come avrebbe potuto fare se fosse stato il suo.
Credo che a seguito di quel periodo maturò la volontà di diventare a sua volta padre, cosa che avvenne dopo poco tempo. Poi nell’Aprile del 1981 feci la domanda per poter essere trasferito alla Sezione Automezzi, dove avrei avuto il modo di specializzarmi in materie specifiche ed entrare a far parte di una struttura all’ora di eccellenza assoluta.

    Certamente continuammo a restare gli amici di sempre, ma il non frequentarci nel quotidiano come allora contribuì in qualche modo a rallentare la frequenza e l’intensità degli incontri.
Il tempo passò e sempre meno furono le occasioni di nuovi incontri fino al traguardo della pensione per entrambi.

    Ora ci siamo di nuovo ritrovati, lui ha perso, a causa di un male inesorabile, la sua meravigliosa moglie, con la quale abbiamo trascorso giorni stupendi e spensierati della nostra gioventù e il tempo ha lasciato tracce sul suo fisico, come del resto sul mio; cerco di recuperare il tempo perduto, dove ci siamo inspiegabilmente persi, vedendoci spesso e telefonandoci ancor di più… L’amicizia vera è questa … puoi stare anni senza vederti, ma basta un attimo, il solo rincontrarsi per riprendere un filo mai interrotto.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu