Claudio Burelli la Poesia in Genova

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Giovanni Bozzano

articoli e ricordi

    Prefazione

    Durante il corso della vita molte sono le persone che incontrerai per svariati motivi, ma ben pochi saranno quelli che si dimostreranno amici fino in fondo.
Quella che stiamo vivendo è l’era dell’indifferenza, dove ognuno tende a restare chiuso nell’ambito del suo guscio e fa finta, per paura o per mera ignavia, di non accorgersi della sofferenza che avviene dall’altra parte del muro di casa, pur avvertendo benissimo i lamenti del vicino in difficoltà.

    C’era un periodo in cui pensavo di avere molti di amici; il mio ufficio era sempre pieno di gente, tutti mi sorridevano, mi cercavano ed io, ingenuamente, ne ero felice perché credevo che il mio modo di operare fosse apprezzato da tutti costoro.

    Nel periodo in cui la mia stella si offuscò, mi guardai intorno e tutti quelli su cui credevo di poter fare affidamento sparirono lasciando dietro di loro una scia di malinconia, ma di breve durata, perché quasi subito mi accorsi che in fondo avevo perso ben poco, anzi, quasi li ringraziavo, sparendo così repentinamente, mi avevano fatto apprezzare e riconoscere quelli che rimanendo, diventarono un’amicizia vera.

    Una posizione di riguardo nella cerchia dei miei amici veri, la occupa certamente il compianto Giovanni Bozzano, una persona da cui ho appreso molto nel mio percorso professionale.

    Lo conobbi nel 1981, presso la Sezione Automezzi, io giovane Vigile motociclista, e lui Brigadiere di grande esperienza e temperamento. Non era un tenero, anzi,  aveva un carattere forte e caparbio, ci scontrammo spesso per vedute diverse di poco conto, rispettandoci sempre perché’ ognuno di noi coerente con i propri principi.


     Con il passare degli anni, ebbi il modo di entrare nel suo modo di vedere le cose e capii lo spessore umano della sua persona.
Passarono anni e scalò i vertici della gerarchia vincendo il concorso da Ufficiale cambiando quindi la tipologia del suo lavoro assumendo  la responsabilità di un gruppo importante.                        
 Giovanni Bozzano  e il comandante Benzi

    Mi volle con sé e cominciammo un percorso che durò anni cementando la nostra conoscenza, trasformandola in una solida amicizia che non termino' neanche con la sua dipartita pochi anni fa; avvenuta proprio nel giorno in cui si festeggia l’arrivo dell’epifania.

    Sono molti gli episodi che potrei raccontare di questo gigante del suo tempo, duro come il granito, caparbio e zuccone quanto basta, ma di una onestà e bontà infinita.
Non scordo certo il giorno triste in cui mancò mio padre, ero all’obitorio di San Martino assorto nel mio dolore, non riuscivo a staccarmi da quel viso pallido ed inanimato, quando ad un certo momento mi sono sentito toccare la spalla, mi voltai ed era lui…dopo poco arrivò anche Remo…Stettero un po’ con me, seduti ai lati della bara a dividere quel dispiacere e a farmi sentire la loro solida vicinanza trasmettendomi un’energia positiva capace di farmi superare quel brutto momento.

    Sono stati  momenti intensi che non ho mai dimenticato; con l’addio di Giovanni ho perso un punto di riferimento, un suo consiglio bastava per risolvere qualsiasi problema; spesso con Costantino ci rechiamo a trovarlo nel Camposanto di Rivarolo, recitiamo una preghiera per lui, certi che arriverà dove deve arrivare.


 
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