Claudio Burelli la Poesia in Genova

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Remo Benzi

articoli e ricordi

    Prefazione

    Durante il corso della vita molte sono le persone che incontrerai per svariati motivi, ma ben pochi saranno quelli che si dimostreranno amici fino in fondo.

Quella che stiamo vivendo è l’era dell’indifferenza, dove ognuno tende a restare chiuso nell’ambito del suo guscio e fa finta, per paura o per mera ignavia, di non accorgersi della sofferenza che avviene dall’altra parte del muro di casa, pur avvertendo benissimo i lamenti del vicino in difficoltà.

    C’era un periodo in cui pensavo di avere molti di amici; il mio ufficio era sempre pieno di gente, tutti mi sorridevano, mi cercavano ed io, ingenuamente, ne ero felice perché credevo che il mio modo di operare fosse apprezzato da tutti costoro.

    Nel periodo in cui la mia stella si offuscò, mi guardai intorno e tutti quelli su cui credevo di poter fare affidamento sparirono lasciando dietro di loro una scia di malinconia, ma di breve
 Il Comandante Remo Benzi nel suo ufficio durata, perché quasi subito mi accorsi che in fondo avevo perso ben poco, anzi, quasi li ringraziavo, sparendo così repentinamente, mi avevano fatto apprezzare e riconoscere quelli che rimanendo, diventarono un’amicizia vera.

    Per descrivere la mia amicizia con Remo Benzi è doveroso aprire un capitolo a parte con una doverosa quanto  corposa premessa … Il suo nome lo avevo sentito girare sulla bocca di molti colleghi anziani, che ne parlavano in termini lusinghieri, raccontando il suo operato serio ed onesto di quando prestava servizio presso la Sezione di Albaro e aveva contribuito all’arresto del “biondino”, autore dell’assassinio della giovane Milena Sutter, un caso che aveva infiammato la cronaca nera della Genova dei primi anni 70.

    Seppi che aveva proseguito gli studi laureandosi in giurisprudenza per poi spiccare il volo verso meritati traguardi ambiziosi, assumendo il comando dei Vigili Urbani, prima di Bassano del Grappa e poi di Alessandria. Questo fatto mi fece provare già allora, un sentimento di ammirazione, verso una persona che partita dalla base, con il frutto del proprio lavoro, fatto di sacrifici ed impegni di ogni genere, era arrivato ai vertici di una professione
Remo Benzi e  il presidente URSS: Gorbaciov                          difficile e complessa come la nostra;   per me era un esempio ed uno stimolo per il proseguo del mio percorso professionale.

    
Nel 1994 il dr. Giuseppe Duberti andò in quiescenza per limiti di età, e l’allora Sindaco di Genova,  Adriano Sansa pensò bene  di sostituirlo proprio con Remo.
In data 17 ottobre 1994, con l'Istituto della Mobilità, previo esame orale, fu nominato Comandante del Corpo di Polizia Municipale di Genova.
Seppi del suo arrivo direttamente dal mio amico e superiore, il purtroppo fu, Giovanni Bozzano, un caro amico di cui parlerò poi nel dettaglio, e ne fui felice, ripensando anche ai già detti racconti lusinghieri dei vecchi colleghi nei suoi confronti.

    In effetti le cose andarono anche meglio di come le immaginavo, il neo Comandante, si stava impegnando a fondo dando un’impronta incisiva della sua presenza restituendo entusiasmo ad un ambiente che negli ultimi anni era scivolato nell’apatia e nella routine. I colleghi lo seguivano con interesse e lui manteneva la guida con ferma mano, sempre venendo incontro, per quanto possibile, alle esigenze di tutti.
Il Corpo aveva ripreso l’antico prestigio, ma evidentemente questo fatto poteva generare fastidio e alimentare insane  gelosie.

    Infatti, dopo due anni di prolifico lavoro, a causa di avvenute divergenze con la Giunta Comunale, Il Comandante, ferito nel profondo dell’amor proprio, nel settembre del 1997, presentò formali dimissioni rinunciando ad un remunerativo contratto lavorativo, ed al coronamento di un sogno inseguito una vita intera. A niente servirono le prese di posizione a suo favore di buona parte della categoria, fu ferreo nella sua decisione e mantenne la volontà di voltare pagina sbattendo la porta prima di chiuderla definitivamente, per tornare nella sua abitazione di Castelspina, piccolo borgo dell’alessandrino, ora finalmente libero di potersi dedicare a tempo pieno alla sua passione di scrittore di libri e poesie.

    Un uomo come lui, però, non poteva certamente restare con le mani in mano per tanto tempo, infatti nella primavera del 1998, fu richiesto dal Sindaco Coppo del Comune di Casale Monferrato perché organizzasse quale Comandante, quel Corpo di Polizia Locale, incarico espletato sino all'anno 2001. Sempre nello stesso anno fu richiesto e nominato dalla Provincia d'Alessandria Comandante del Corpo di Polizia Stradale Provinciale, dove anche in quel contesto lasciò il segno della sua presenza, con la consueta professionalità e competenza. Nel 2002 in seguito ad elezioni diveniva consigliere comunale della città di Genova nella lista "Liguria Nuova" dove ha operato per cinque anni fino al termine della legislatura.

    Sciolto il movimento dal suo fondatore Sergio Castellaneta, passava
Remo Benzi e il suo amico campione Bartali           per coerenza politica nella "Lista Biasotti" alla quale la ex lista "Liguria Nuova" era stata collegata.
Nel campo Culturale Remo Benzi ha scritto libri autobiografici "Noi ragazzi poveri del '38" e "Servi e servitori", all’interno del quale fa bella mostra di se “Il nero cappello” una poesia da me scritta ed a egli dedicata al momento del commiato dal nostro Corpo.

    Questo è l’Uomo pubblico, del quale mi pregio di potermi considerare amico, soprattutto ora che non ricopre nessuna carica ma solo per il piacere di alimentare un’amicizia sincera e disinteressata che dura ormai da molti anni.

 
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