Claudio Burelli la Poesia in Genova

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E se un giorno tuo figlio

Guerra

“E se un giorno tuo figlio”


Babbo perché quel bimbo piange da solo
Senza nessuno che  lo tenga per mano,
perché tutto quel sangue arrossa il lenzuolo,
steso per  terra in mezzo al pantano?

Io ho i miei giochi, la mamma, il tuo amore,
la sera nel letto stringo il mio gioco
e poi mi addormento pregando il signore,
che spenga pian piano tutto quel fuoco.

A volte vorrei esser adulto
Andar dalla gente potente,
per  fermar d’incanto il tumulto,
e dar pace alla povera gente.

Figlio adorato, parole non trovo,
Ma solo vergogna, per esser impotente,
vorrei  raccontarti  tutto  quello che  provo,
nel  veder  per  la strada  morir  tanta gente.

Orsù, continua tranquillo a giocar coi balocchi,
Son altri che devon  porre  rimedio  a  quel male,
so bene quanto sia ingiusto chiudere gli occhi,
di  fronte a quell’odio  assurdo e bestiale.

Vorrei bimbo mio che restassi fanciullo in eterno,
sbarrar alle tue spalle la soglia,
impedir che su te possa scender l’inverno,
e  che tu non veda cader …che qualche foglia.


Claudio Burelli


Genova  21 Gennaio 1995

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