Claudio Burelli la Poesia in Genova

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Le persone invisibili

Clochard

Le persone  invisibili



Fa tanto freddo ed è buio ormai,
minaccia pioggia, è tempo di partire,
coperte ed un po’ di cibo caldo,
andiamo lentamente alla stazione.

Appaiono figure da lontano,
son come dei fantasmi silenziosi,
miseria tanta e molta dignità,
in visi magri, tristi e polverosi.

Non v’è traccia di odio dentro loro,
né invidia e neppur malignità,
vi è solo la stanchezza di lottare,
senza nemmeno una identità.

Seduti stanchi su freddi cartoni,
sono abbracciati ai loro amici cani,
quel poco cibo che noi loro offriamo,
forse per tutti e due non basterà.

Nel buio appare un volto familiare,
mi guarda assente, ma è in lontananza,
amici antichi tanto tempo fa,
m’ha fatto male al cuor vederlo qui.

Gli occhi bassi senza un’espressione,
vestiti lisi, ma sempre puliti,
io faccio finta che tu … non sei tu,
per non ferirti forse ancor di più.

Il giro è lungo ed ora piove già,
non c’è più tempo ormai per ripensare,
laggiù ancora tanta gente aspetta,
aspetta noi per poi ricominciare.

Ognuno porta dentro la sua mente,
la guerra, droga, o qualche malattia,
io cerco una parola da donare,
per quanto poco a lor potrà servire.

Fra poco solo a casa io tornerò
e avrò scordato le brutture viste,
la mia famiglia al caldo troverò,
ma “quelli”… no ! Restan tutti lì.

Ipocrita mi sento, già lo sò,
felice per il tempo dedicato,
ma la coscienza sporca non udrò:
alla stazione nulla s’è cambiato.

Claudio Burelli

Genova 25 Ottobre 2016

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