Excalibur
Re Artu componimenti epici.
Excalibur: Il Dono del Lago

S’infrange il ferro nell’urto mortale,
cede l’acciaio che il trono ha svelato;
resta il sovrano senz’arma regale,
solo col peso del regno e del fato.
"Vieni", sussurra una voce profonda,
dove lo specchio dell'acqua s'indora;
Merlino guida tra l'erba e la sponda,
mentre la nebbia si scioglie nell'ora.
Sorge dal buio una mano di seta,
etereo e bianco il ricamo del velo;
affida la lama d'un mondo asceta,
fusa tra i sogni, la terra ed il cielo.
"Prendila, Artù", dice l'ombra del lago,
questa è la forza che il bene ti porge;
spezza l'inganno, distruggi ogni mago,
mentre la nuova real stirpe sorge.
Splende l'acciaio di luce stellare,
brilla il fodero di gemme e rubini;
“finché lo porti non puoi sanguinare,
chè il sacro oro ogni piaga confini.
Calca la barca il monarca guerriero,
or stringe l'elsa con grande fervore;
torna a Camelot per l'alto sentiero,
luce del mondo, di grazia e splendore.
Non è del sasso la gloria più vera,
ma il dono d'acqua che vince la sera.
Claudio Burelli
Genova 13 maggio 2026