Ginevra e Lancillotto - Claudio Burelli la Poesia in Genova

Claudio Burelli
La Poesia ...
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Ginevra e Lancillotto

Re Artu componimenti epici.

L’amor galeotto
(Ginevra e Lancillotto)

Sotto le volte del fiero castello,
dove l’onore ha la veste più pura;
scivola un raggio che sembra un coltello,
taglia il silenzio tra l’ombra e le mura.

Splende l’acciaio sul petto del forte,
ma trema l’anima sotto la maglia;
fissa del suo Re, la bella consorte,
cupo il silenzio già l’aria ritaglia.

Sguardo d’acciaio che trapassa il cuore,
cade la lancia deturpando il mito;
sorge dal buio un tossico amore,
e da quel peccato n’è il regno tradito.

Galeotto il vuoto di Artù in missione,
si schiude la porta del paradiso;
cede ora il passo alla grande passione,
un bacio unisce il destino diviso.

Cessa l’incanto nel brusco risveglio,
la colpa pesa e affossa l’onore;
restare o fuggire che c’è di meglio,
mentre incombe un eterno dolore?

Prende il guerriero l’impura sua lancia,
e la Regina ora vela il suo viso;
scende una lacrima e segna la guancia,
muore per sempre l’antico sorriso.

Ombre spettrali sul grande maniero,
sale vergogna sul patto d’amore;
morde il rimorso quel mal prigioniero
lasciando il lor pianto essenza del cuore.

Resta la colpa impressa nel destino
ma eterno vivrà il bacio assassino.

Claudio Burelli
Genova 15 maggio 2026
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