Il druido
Re Artu componimenti epici.

Il Druido
(Ambrosius Merlinus)
Figlio del vento e di
un'ombra sottile,
nato nel grembo di un tempo perduto;
egli non segue la legge del
vile,
parla col bosco, là dove ha vissuto.
Vede le stelle tracciare il sentiero,
legge il futuro nel volo dei
corvi;
custode antico d'un grande mistero,
guida i destini nei secoli torvi.
E dal suo tempo chiamò il gran romano*,
la spada tolse al vincitor del mondo;
portò quel ferro al fato suo sovrano,
nell'anfratto del tempo più profondo.
Prese il fanciullo e lo portò lontano,
fuori dal mondo e da ogni
suo veleno;
forgiò il ragazzo con la propria mano,
sotto un destino già scritto
e sereno.
1Indi fissò, la
lama nella pietra,
chiuse il passaggio con un sacro incanto;
mentre nell'aria una musica tetra,
si trasformava in un solenne canto.
Compiuto è il
rito in quel tempo arcano,
il Mago torna nel bosco profondo;
lascia il futuro in quel giovane umano,
mentre un'aurora già scalda lo sfondo.
Svanisce tra le fronde il saggio druido,
nel soffio del mistero, eterno e fluido.
Claudio Burelli
Genova 14 maggio 2026
*Nota:
Il riferimento è a Giulio Cesare, il
condottiero che portò le aquile di Roma in Britannia. Il mito suggerisce che
Excalibur sia in realtà l'arma del "vincitore del mondo", recuperata
da Merlino attraverso le pieghe del tempo per consegnarla al futuro Re.