Il cavaliere nero
Re Artu componimenti epici.
Il Cavaliere Nero
(Palamede*,
il guerriero della mezzaluna)
Cavalco solo e vengo da
lontano,
sotto un cielo che non mi appartiene;
stringo la lancia nella ferma mano,
mentre l'orgoglio pulsa
nelle vene.
Rispetto il gran patto del sacro onore,
e nel silenzio non chiedo perdono;
se per gli afflitti dispenso l’amore,
spingo fuori il petto e mai sarò prono.
Avanza il cavallo in mezzo
al frastuono,
dentro la mente non odo tormento;
spezzo le lance di chi sfida
il trono,
nell'urto feroce paura non sento.
E sulla tribuna Isotta mi guarda,
ma nei suoi occhi non brilla
il mio sole;
la sua speranza per l'altro*
riguarda,
io mastico solo amare
parole.
E qui mi attende la macchia boscosa,
dove il destino si tinge di
nero;
La mia missione è “la bestia furiosa”*,
compito arduo per ogni guerriero.
Allah mi conduce là dove finisce
la luce del sole, e domina il mostro;
la Belva Ruggente nel buio infierisce,
ma assaggerà sulla pelle il mio rostro.
Ringrazio il mio Dio nel sole morente,
mentre la fiera esala il
respiro;
lascio la corte nobile ed abbiente,
volto il cavallo e
l’orizzonte miro.
Senza catene, fra lande mai viste,
cerco la pace che qui non esiste.
Claudio Burelli
Genova 18 maggio 2026
Note a piè di
pagina
*Palamede: Nel ciclo arturiano è un principe saraceno,
figlio del re Esclabor. Rappresenta una delle figure più nobili, complesse e
tragiche della Tavola Rotonda: un guerriero pagano (si battezzerà solo tardi
nella saga) che combatte secondo il codice cavalleresco occidentale, superando
in valore molti cavalieri cristiani. È l'eterno "outsider", diviso
tra l'amore impossibile per Isotta e la sua infinita ed errante ricerca di
riscatto. *L'altro: Si riferisce a Tristano. Nel mito, Palamede è follemente innamorato della principessa Isotta la
Bionda, ma il cuore della donna appartiene interamente a Tristano. Questo
triangolo amoroso è la fonte della malinconia e delle "amare parole"
del Cavaliere Nero, destinato a non essere mai ricambiato.
*L'altro: Si riferisce a Tristano. Nel mito arturiano,
Palamede è follemente innamorato
della principessa Isotta la Bionda, ma il cuore della donna appartiene
interamente a Tristano. Questo triangolo amoroso è la fonte della malinconia
e delle "amare parole"